Comunicato scandalo acquisto immobile

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Cari Colleghi,

come tutti saprete sull’acquisto dell’immobile di via della Stamperia a Roma da parte dell’ENPAP è in corso un’inchiesta da parte della Magistratura sembrerebbe o per ipotesi di truffa o per ipotesi di peculato. Certi del fatto che la Magistratura chiarirà al più presto i fatti e tutte le responsabilità, vogliamo informarvi sulle iniziative che stiamo intraprendendo come Consiglieri di minoranza di Cultura e Professione per chiarire quanto è avvenuto e le eventuali responsabilità politiche dell’attuale gestione di maggioranza AUPI.

Come consiglieri di minoranza avevamo formulato, nei mesi precedenti, al Presidente Arcicasa richieste di chiarimento rispetto all’acquisto dell’immobile per la nuova sede dell’Ente. Le risposte sono sempre state lacunose ed evasive ma ci erano state date assicurazioni circa la totale correttezza della procedura posta in essere.

Ma andiamo alla sequenza degli ultimi avvenimenti.

Il 16 dicembre arriva una newsletter anonima che riporta la notizia del doppio rogito, abbiamo chiesto chiarimenti al Presidente, ma come al solito le risposte sono state evasive.. Poi il 1 febbraio il TG de La7 dà la notizia e scoppia lo scandalo sulla plusvalenza di 18 milioni. C&P fa subito un comunicato stampa. Il 5 febbraio esce l’intervista al Corriere della Sera del Presidente Arcicasa dove lui dichiara la sua “ingenuità”. C&P fa un secondo comunicato stampa. Mercoledì 8 febbraio c’è l’audizione del Presidente presso la Commissione bicamerale di Vigilanza. Mercoledì 15 febbraio vengono convocati dalla Commissione il Direttore Amministrativo, il Presidente dei Sindaci, tutti i membri del CDA ed il coordinatore del Cig. Tra questi è convocato anche il membro di minoranza di C&P ma non viene audita.

E’ stato chiesto da parte dei consiglieri del CIG una riunione straordinaria alla presenza del CDA per ottenere spiegazioni esaurienti. Finalmente il 18 02 2012 avviene l’incontro. Tutti i Consiglieri di Cultura e Professione hanno sottolineato con forza ed indignazione la mancanza di trasparenza con cui i vertici dell’Ente hanno gestito in questi anni i rapporti con il CIG. Hanno sottolineato come l’acquisto del palazzo di via della Stamperia rappresenti solo l’episodio più grave all’interno di una cornice di scelte caratterizzate da fastidio nei confronti del ruolo degli organismi di supervisione, controllo e rappresentanza degli iscritti. Di fronte all’indignazione della minoranza è stato più volte risposto da parte del Presidente Arcicasa che, dal momento che i risultati della gestione sono buoni e infondo l’acquisto dell’immobile rappresenta comunque un buon affare, non si capiva perché accanirsi tanto e sottilizzare sui modi.

Ma quando il Presidente Arcicasa al momento di firmare il rogito – così come dichiarato nell’intervista al Corriere della Sera – ha scoperto l’indegna differenza di costo di acquisto della sede, ha ugualmente firmato e lo ha fatto senza neanche consultare, come era suo dovere, i membri del CdA e del Cig. Il nostro unico Consigliere di minoranza all’interno del CDA, interviene per precisare la sua posizione all’interno del percorso che ha condotto all’acquisto del palazzo di via della Stamperia. E’ un intervento molto duro a tratti emozionato. Lo riportiamo in forma di discordo diretto in modo da lasciarne inalterata la forza e l’incisività:

“Voglio dichiarare che il Presidente Arcicasa non ha mai comunicato al CDA la differenza di prezzo tra l’acquisto realizzato dalla Estate 2 srl e il prezzo di rivendita all’Ente. Mi è stato taciuto un elemento fondamentale. Mi domando a cosa serva il CDA. Il Presidente avrebbe dovuto riferire al CDA di questo problema. Avevo fatto richiesta esplicita che ci fosse un legale ad accompagnare il Presidente alla firma del rogito. Mi chiedo come mai il legale non abbia suggerito al Presidente di ritornare al CDA quando ci si è resi conto che l’immobile era stato acquistato dalla Estate 2 srl con una differenza di prezzo così evidente? Non ci si rende conto delle gravi conseguenze di questo atto? Quando ho appreso dei mezzi di informazione cosa era accaduto ho chiesto un CDA straordinario e questa possibilità mi è stata negata. Il Presidente mi ha opposto il fatto che per dare seguito a questa richiesta ci vogliono due consiglieri. Voglio sottolineare che all’ordine del giorno del prossimo CDA non c’è nessun punto all’ordine del giorno che riguardi questo acquisto nonostante le mie pressanti e ripetute richieste. Il Presidente ha rifiutato di inserire il tema all’odg. Come amministratori abbiamo responsabilità. Ricordo a tutti che dobbiamo ancora versare 11 milioni e dobbiamo decidere in modo ponderato come comportarci. Abbiamo bisogno di prendere iniziative molto serie per tutelare l’ente. Chiedo che sia nominato un avvocato civilista che indichi all’ente quali iniziative può assumere per assicurare una piena tutela. Dobbiamo anche sapere cosa sta accadendo sotto il profilo penale. E, dunque, è anche importante la nomina di un difensore di parte offesa. Queste richieste avrei voluto proporle in CDA ma mi è stato negato. Un Presidente che non riferisce al CDA fatti così rilevanti non ha più la mia fiducia. Non posso accettare che mi siano stati nascosti fatti di così grande rilevo”.

Il consigliere di minoranza di C&P chiede, pertanto, le immediate dimissioni del presidente a tutela dell’Ente.

Vi garantiamo il nostro impegno in quanto membri di Cultura e Professione ad andare fino in fondo nell’operazione di controllo della liceità degli atti, in attesa che la magistratura faccia il suo lavoro. Non possiamo lasciar amministrare le nostre pensioni da una maggioranza che non ha a cuore la trasparenza e la correttezza delle procedure, che viola, in nome delle sue presunte “buone intenzioni e buoni risultati” le regole, che ha in disprezzo la dignità del lavoro istituzionale, che considera le norme un fastidioso contrattempo.

E’ nostra ferma intenzione nel momento in cui si aprirà il processo costituirci parte civile per danni morali e materiali.

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