L’ENPAP è fuori controllo e la Magistratura indaga

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giustiziaCultura e Professione dice basta! e si propone per un governo di garanzia

Collega,

dal 26 Gennaio al 1 Febbraio 2013 si rinnoveranno il Consiglio di Amministrazione (CdA) e il Consiglio di Indirizzo Generale (CIG) dell’ENPAP, il nostro Ente previdenziale.

La passata tornata – targata AUPI- rimarrà stampata nelle nostre menti per il pasticciaccio brutto di via della Stamperia. Gli Psicologi sono passati per ingenui o peggio per disonesti agli occhi del Paese: l’operazione dell’immobile di via della Stamperia ha fruttato al Senatore Conti 18 milioni + Iva nella stessa giornata! Inoltre il palazzo dorato al momento non è stato ancora consegnato e non si sa quando lo sarà!

Uno scandalo su cui è intervenuta la Commissione parlamentare di vigilanza sugli Enti di Previdenza e su cui sta ancora indagando la Magistratura con tanto di perquisizioni effettuate.

Uno scandalo che, oltre all’indubbio danno alla nostra immagine professionale, ci rende estremamente preoccupati sull’improprio utilizzo dei  nostri soldi!

Da qui -dalla assoluta necessità di riparare danni di immagine e soprattutto danni economici dobbiamo partire per impostare il programma della consiliatura dei prossimi quattro anni: innanzitutto va messo in sicurezza il nostro amato/odiato oggetto-ENPAP e impedire che possa ripetersi quanto accaduto. E va fatto subito! Questo significa Rispetto delle Regole, Correttezza, e Trasparenza negli atti dell’Ente, ma prima di ogni altra cosa Controllo rigoroso sugli atti di chi amministra, di qualsiasi colore egli sia.

L’AUPI, nella consiliatura che si sta chiudendo, ha usato la maggioranza assoluta di cui ha disposto nel CdA e nel CIG per blindare letteralmente i suoi atti, con una condotta arrogante e squalificante della funzione di controllo e di proposta delle minoranze presenti nei due organismi. Alzando una cortina fumogena tale per cui era difficile distinguere il reale contorno delle cose.

Nessuna delle funzioni di supporto agli iscritti è stata potenziata. Oltre allo scandalo del palazzo dorato abbiamo peggiorato la nostra assistenza sanitaria integrativa, inadeguata, inefficiente, privata dello spirito solidaristico tra le generazioni.

E ancora. Nonostante il raggiungimento dell’obiettivo di rivalutazione del montante contributivo indicato dal Ministero, l’inflazione è rimasta superiore alla percentuale di rendimento raggiunta, Nel 2011 ad esempio il montante è stato rivalutato dell’1,6% mentre l’inflazione è stata del 2,9%. Le nostre pensioni saranno così sempre più magre. Il Portafoglio Investimenti ha un’impostazione discutibile in quanto poco diversificato e privo di un criterio razionale: è concentrato in modo estremo sui titoli di stato italiani e soprattutto è troppo esposto sull’immobiliare (immobili e fondi immobiliari).

Da ultimo, la modalità di nomina dei componenti il seggio elettorale centrale sembra viziata da irregolarità, per cui noi di  Cultura e Professione stiamo valutando le azioni da intraprendere dopo le diffide già effettuate.

 

Le cose da fare subito per mettere in sicurezza l’Enpap.

Nei primi cento giorni Cultura e Professione intende assumere azioni che garantiscano:

1) Il Controllo pieno degli Atti dell’Ente

  • Passare al setaccio tutti i Regolamenti dell’Ente e sancire in ogni snodo il diritto della minoranza ad esercitare la sua funzione di controllo. In primo luogo introducendo un meccanismo di voto per cui il CIG sia costretto ad assegnare uno dei tre sindaci di sua nomina (controllori per antonomasia) alla minoranza. Rompendo la consuetudine consolidata l’AUPI questa volta ha infatti voluto nominare tutti e tre i sindaci. Un sopruso che  non deve ripetersi mai più!
  • Far circolare tutti gli atti (verbali e delibere in primo luogo ma anche tutta la documentazione di accompagnamento delle delibere) tra i tre organismi dell’Ente (Presidenza, CdA e CIG) che debbono informarsi reciprocamente in modo ufficiale;
  • Creare Trasparenza a tutto tondo, anche verso gli iscritti; informare tempestivamente gli iscritti delle decisioni dell’Ente, introdurre il tetto di due mandati per l’eleggibilità, vietare la candidatura di  chi è oggetto di indagini della magistratura,  produrre un Codice Etico.

L’AUPI ha sfruttato le inadeguatezze dei Regolamenti, che non ci tutelano ancora a sufficienza dai pasticciacci brutti. Noi non vogliamo allinearci all’amoralità imperante in parte della classe dirigente e amministrativa del Paese e dobbiamo correre ai ripari. Il controllo va a favore di tutti noi e le minoranze debbono essere messe nelle condizioni di esercitarlo pienamente.

2)  L’abbattimento dei costi della macchina Enpap

  • Anche i costi all’ENPAP sono fuori controllo: nel quadriennio passato le spese di gestione dell’Ente sono quasi raddoppiate! E gli Organi eletti costano troppo. Va messo mano alle remunerazioni degli eletti, alla moltiplicazioni delle “presenze” e dei relativi gettoni e senz’altro alle “diarie” che costano troppo.
  • Va drasticamente ridotto il numero dei componenti del CIG che crescono di una unità ogni 1000 iscritti: 23 nel 2004, 31 nel 2008 e 44 in questa elezione. Un numero così elevato, oltre a far lievitare i costi, ostacola la buona funzionalità di questo Organismo. Nella prossima spending review andrà allertato il Governo con un emendamento che modifichi la legge istitutiva dell’Ente per ridurre i componenti del CIG ad un numero fisso (ad esempio 11 unità), integrando i due criteri di rappresentatività e numerosità territoriale degli iscritti.

Superate le urgenze si deve vagliare attentamente la Strategia dell’Ente e migliorare  i Servizi agli iscritti, assolutamente insufficienti!

Una volta messo l’Ente in protezione, possiamo cominciare ad amministrare con maggiore serenità e attenzione alle esigenze della professione e delle persone. In primo luogo per i liberi professionisti che hanno l’ENPAP come unica fonte previdenziale.

Dobbiamo mettere ordine negli investimenti e riportare l’incremento del montante contributivo almeno sopra al livello dell’inflazione. Procedere ad un’attenta analisi del portafoglio investimenti per diversificarlo in modo più razionale. Va ottenuto il consenso all’incremento del montante contributivo complessivo con i risparmi di gestione (finanziati con il 2%).

Va costruito un completo sistema di Assistenza a partire da una nuova e più solidaristica Assistenza Sanitaria Integrativa e con la creazione o adesione a Fondi Pensione per il rafforzamento di forme di previdenza complementare.

Cultura e Professione ormai da tempo è uscita dalla sua nicchia originaria del Lazio ed è presente, oltre che all’ENPAP, nei Consigli dell’Ordine di Emilia Romagna, Sicilia e Veneto e si sta collegando con molte realtà locali innovative della politica professionale.

I nostri candidati sono professionisti esperti, scelti entro la professione, non quadri cooptati dai partiti come ricompensa per la loro militanza.

Ti chiediamo di sostenerci in questo impegno, per rendere più sicuro il nostro futuro pensionistico e più forte l’immagine della nostra professione.

Per maggiori dettagli, ti rimandiamo al programma allegato o che puoi trovare sul sito. www.culturaeprofessione.com

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